La fotografia è spesso percepita come una finestra sulla realtà, una rappresentazione fedele di ciò che ci circonda. Eppure, proprio quando pensiamo di aver visto tutto, arriva uno scatto che ci costringe a guardare di nuovo e a domandarci: “Ma davvero era lì anche prima?” Cambiare prospettiva non significa soltanto spostarsi fisicamente nello spazio, ma può trasformare radicalmente l’esperienza visiva e interpretativa di una fotografia.
Del resto, lo sapeva bene anche René Magritte, che con i suoi dipinti trasformava l’ordinario in enigmi visivi, giocando con la logica e le aspettative dell’osservatore. Un uomo con una mela al posto del volto, una pipa (oppure no?) un cielo notturno con luce diurna, oggetti comuni sradicati dal loro contesto abituale: la sua pittura ci insegna che la realtà, per quanto familiare, può sempre essere messa in discussione. E perché non farlo anche con una macchina fotografica in mano?


Scegliere un punto di vista insolito può alterare completamente l’estetica di uno scatto, svelando geometrie nascoste, enfatizzando elementi solitamente ignorati, o addirittura creando illusioni ottiche capaci di confondere e divertire il nostro cervello. Un angolo inconsueto può rivelare connessioni impreviste, permettendo a chi osserva di scoprire una realtà nuova, spesso sorprendente e a volte persino un po’ assurda.
Renè Burri (1933-2014), in una intervista ha descritto una delle sue immagini più iconiche, scattata in Brasile, nel 1960. “Sono salito fino a lassù per curiosità, a quel tempo non c’erano le guardie a controllare gli edifici. Sono uscito sulla terrazza e all’improvviso sono usciti quegli uomini. Di quella scena ho scattato cinque immagini”.

Gli strumenti per giocare con l’occhio e la mente dello spettatore sono tanti: obiettivi grandangolari e teleobiettivi, ad esempio, sono perfetti per “ingannare” la percezione. I grandangolari esasperano le distorsioni prospettiche, accentuando il primo piano e amplificando gli spazi, dando vita a immagini dinamiche e immersive. Al contrario, i teleobiettivi hanno l’effetto opposto: comprimono le distanze e avvicinano soggetti lontani, creando curiosi giochi di sovrapposizione. Ma non dimentichiamoci che non serve necessariamente un’attrezzatura speciale: anche una semplice focale normale, usata con creatività, può regalare prospettive e punti di vista del tutto inusuali. Non è l’unica, e vi invitiamo a leggere il suo profilo sul sito della Magnum per approfondire.
C’è poi chi ha trasformato la fotografia in un esercizio di astrazione geometrica e cromatica, come Franco Fontana. Le sue composizioni giocano con linee, superfici, prospettive e colori saturi, spesso ripresi dall’alto o da angolazioni oblique, dove la figura umana diventa segno, misura, o presenza simbolica. In molte sue immagini, le ombre e i volumi diventano protagonisti tanto quanto i soggetti stessi. André Kertész, invece, ha letteralmente alzato lo sguardo verso il basso. Celebri i suoi scatti realizzati dalle finestre di alti edifici, dove minuscole figure umane si stagliano su piazze e marciapiedi, spesso trasformate in sagome astratte grazie alla luce e alle ombre. In questi lavori, la prospettiva dall’alto non è solo un punto di vista fisico, ma diventa un esercizio poetico sul rapporto tra l’uomo e lo spazio urbano.




Ma attenzione, perché quando parliamo di “prospettive inusuali” non ci riferiamo solo agli aspetti tecnici della fotografia. Una prospettiva può essere anche simbolica, emotiva, o concettuale. È quel dettaglio imprevisto, quello sguardo insolito o quel contesto inaspettato che può cambiare completamente il significato e l’impatto di una foto. Talvolta basta pochissimo per rendere straordinario l’ordinario.

La donna arrivò a casa, appoggiò gli occhiali sul tavolo, si fece un gin liscio e scattò la foto.


Proprio da queste riflessioni nasce il prossimo Contest fotografico della nostra associazione, dedicato appunto alle “Prospettive inusuali”. Una sfida creativa per esplorare i limiti visivi, concettuali ed emotivi della fotografia e per stimolare nuovi modi di osservare ciò che ci circonda.
Volete ulteriori ispirazioni? Beh…vi lasciamo una galleria variegata di foto che potranno aprire la vostra mente e potranno ispirarvi per il nostro prossimo
Contest anonimo! Mi raccomando seguiteci su Instagram e quando caricate i vostri scatti ricordate di taggare la nostra pagina @anonimafotografi e usate gli hashtag #contestanonimo #anonimafotografi #prospettiveinusuali #inusualeanonimo
Ciao Anonimi!









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